Archi di Claudio Golf Club - via Gamiana, 45 - 00178 Roma - Tel e Fax 06.71.87.550

 

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Il progettista
Geom. Sandro Monaco

 

il nostro circolo presentato in breve da Sandro Monaco:

Ubicato nel cuore del Parco Regionale dell'Appia Antica e circondato da antichi maestosi acquedotti, il percorso, nato come campo promozionale nel 1992  sulla proprieta' dei Principi Gaetani, stà subendo radicali trasformazioni grazie ai nuovi impulsi dettati ad arte dalla nuova lungimirante Presidenza.

Attualmente, novembre 2007, sono aperte al gioco dei circa cinquecento iscritti, nove buche di cui tre, la 2, 3 e 6  di lunghezza provvisoria. Le nove buche in progetto, con relativo impianto di irrigazione, sono state completate, trasformando la lunghezza complessiva del percorso da metri  3600 a m. 5354 con un par di tutto rispetto pari a 68. Tali elementi potrebbero subire delle modifiche da parte dei Tecnici della Federazione Italiana Golf  che - a seguito della nostra domanda di " affiliazione"- interverranno per visionare, misurare e stabilire il grado di difficoltà del nuovo tracciato.  Il terreno tufaceo di origine vulcanica, ha un andamento altimetrico modesto (cinque metri fra i due estremi) e ciò lo rende morfologicamente facile da percorrere. Il golf-cart diventa assolutamente opzionale e non indispensabile. Gareggiare o passeggiare in allenamento su questa oasi di pace, rinfranca lo spirito e rilassa la mente.  La vista si bea nel seguire le evoluzioni dei volatili che planano lenti sulle antiche rovine mentre, con sguardi lontani, ammira le bellezze dei Castelli Romani. Quando soffia il Maestrale o la gelida Tramontana, le strutture superbe del "nostro" acquedotto, ne smorzano la spinta rendendo praticabile il percorso anche in condizioni metereologiche avverse. E che dire dei colori al tramonto con l'aria rarefatta o dopo un temporale ?  Gli archi, di un'abbagliante color rosa , ci illuminano di luce riflessa e ci ricordano la grandezza della Roma  imperiale.  Per questo motivo, la nostra zona, con questo scenario di incomparabile bellezza, è    meta, da sempre, di troupes cinematografiche e televisive.

 Il Circolo accoglie tutti i neofiti con cordialità ed affetto. Li segue passo-passo e li affianca ai più esperti nell'intento di registrarne, giorno dopo giorno, i progressi conseguiti. Questo è o dovrebbe essere lo spirito "scozzese" che anima il nostro sport. Pochi sfarzi strutturali, cordialità, amicizia e molta natura. La nostra ex casa colonica (per noi bellissima) adibita a piccola club-house, testimonia quanto appena affermato.  Del resto, anche potendo, nulla è permesso edificare. Lo stato dei luoghi, in questa area protetta, non deve essere modificato, ed è per questo che sono assolutamente condivise,  le direttive e l'impegno profuso dal Parco Regionale dell'Appia Antica atte a salvaguardare l'integrità e la bellezza del territorio.

 Da ultimo, segnaliamo sul nostro percorso, la presenza di folti uliveti e noccioleti che, disposti perpendicolarmente alla linea di tiro,  richiedono una scelta oculata del "ferro" da giocare e della strategia da applicare. Le nove buche attuali, all'apparenza di media difficoltà, non perdonano il minimo errore se non si è dritti e precisi.

           Un'ultima nota, come reminiscènza scolastica, la dobbiamo alla nostra vera Opera d'Arte bimillenaria, ovvero, all'acquedotto Claudio. Iniziato dall'imperatore-tiranno Caio Giulio Cesare detto Caligola nel 38 d.C., fù completato dall' imperatore Claudio nel 52  (da non confondersi con il Console Appio Claudio Cieco che diede il nome alla "Regina Viarum" e  fece costruire il 1° acquedotto nel 312 a.C.)  Lungo circa 70 Km, raccoglieva le sue acque alle sorgenti del fiume Aniene, con una portata d'acqua incredibile per l'epoca. Insieme ad altri acquedotti, alimentava le Terme, la Domus Aurea e i palazzi imperiali del Palatino.

                          Ancora oggi, osservandolo da vicino, si resta colpiti dall'imponenza strutturale e dal suo andamento plano-altimetrico. La pendenza del due per mille e una curva planimetrica (nel tratto che ci attraversa) di raggio 500 attestano, ove ce ne fosse bisogno, la preparazione tecnica dei tracciatori dell'epoca guidati, tra l'altro, da strumenti topografici primordiali.

 

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