il nostro circolo presentato in
breve da Sandro Monaco:
Ubicato
nel cuore del Parco Regionale dell'Appia Antica e circondato
da antichi maestosi acquedotti, il percorso, nato come
campo promozionale nel 1992 sulla proprieta' dei
Principi Gaetani, stà subendo radicali trasformazioni
grazie ai nuovi impulsi dettati ad arte dalla nuova
lungimirante Presidenza.
Attualmente,
novembre 2007, sono aperte al gioco dei circa cinquecento
iscritti, nove buche di cui tre, la 2, 3 e 6 di
lunghezza provvisoria. Le nove buche in progetto, con
relativo impianto di irrigazione, sono state completate,
trasformando la lunghezza complessiva del percorso da
metri 3600 a m. 5354 con un par di tutto rispetto
pari a 68. Tali elementi potrebbero subire delle modifiche
da parte dei Tecnici della Federazione Italiana Golf
che - a seguito della nostra domanda di " affiliazione"-
interverranno per visionare, misurare e stabilire il
grado di difficoltà del nuovo tracciato. Il terreno
tufaceo di origine vulcanica, ha un andamento altimetrico
modesto (cinque metri fra i due estremi) e ciò lo rende
morfologicamente facile da percorrere. Il golf-cart
diventa assolutamente opzionale e non indispensabile.
Gareggiare o passeggiare in allenamento su questa oasi
di pace, rinfranca lo spirito e rilassa la mente. La
vista si bea nel seguire le evoluzioni dei volatili
che planano lenti sulle antiche rovine mentre, con sguardi
lontani, ammira le bellezze dei Castelli Romani. Quando
soffia il Maestrale o la gelida Tramontana, le strutture
superbe del "nostro" acquedotto, ne smorzano la spinta
rendendo praticabile il percorso anche in condizioni
metereologiche avverse. E che dire dei colori al tramonto
con l'aria rarefatta o dopo un temporale ? Gli
archi, di un'abbagliante color rosa , ci illuminano
di luce riflessa e ci ricordano la grandezza della Roma
imperiale. Per questo motivo, la nostra
zona, con questo scenario di incomparabile bellezza,
è meta, da sempre, di troupes cinematografiche
e televisive.
Il
Circolo accoglie tutti i neofiti con cordialità ed affetto.
Li segue passo-passo e li affianca ai più esperti nell'intento
di registrarne, giorno dopo giorno, i progressi conseguiti.
Questo è o dovrebbe essere lo spirito "scozzese" che
anima il nostro sport. Pochi sfarzi strutturali, cordialità,
amicizia e molta natura. La nostra ex casa colonica
(per noi bellissima) adibita a piccola club-house, testimonia
quanto appena affermato. Del resto, anche potendo,
nulla è permesso edificare. Lo stato dei luoghi, in
questa area protetta, non deve essere modificato, ed
è per questo che sono assolutamente condivise, le
direttive e l'impegno profuso dal Parco Regionale dell'Appia
Antica atte a salvaguardare l'integrità e la bellezza
del territorio.
Da
ultimo, segnaliamo sul nostro percorso, la presenza
di folti uliveti e noccioleti che, disposti perpendicolarmente
alla linea di tiro, richiedono una scelta oculata
del "ferro" da giocare e della strategia da applicare.
Le nove buche attuali, all'apparenza di media difficoltà,
non perdonano il minimo errore se non si è dritti e
precisi.
Un'ultima
nota, come reminiscènza scolastica, la dobbiamo alla
nostra vera Opera d'Arte bimillenaria, ovvero, all'acquedotto
Claudio. Iniziato dall'imperatore-tiranno Caio Giulio
Cesare detto Caligola nel 38 d.C., fù completato dall'
imperatore Claudio nel 52 (da non
confondersi con il Console Appio Claudio Cieco che diede
il nome alla "Regina Viarum" e fece costruire
il 1° acquedotto nel 312 a.C.) Lungo circa 70
Km, raccoglieva le sue acque alle sorgenti del fiume
Aniene, con una portata d'acqua incredibile per l'epoca.
Insieme ad altri acquedotti, alimentava le Terme, la
Domus Aurea e i palazzi imperiali del Palatino.
Ancora
oggi, osservandolo da vicino, si resta colpiti dall'imponenza
strutturale e dal suo andamento plano-altimetrico. La
pendenza del due per mille e una curva planimetrica
(nel tratto che ci attraversa) di raggio 500 attestano,
ove ce ne fosse bisogno, la preparazione tecnica dei
tracciatori dell'epoca guidati, tra l'altro, da strumenti
topografici primordiali.
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